Questo numero del giornale va in macchina per la stampa mentre giunge la notizia che Cosimo Montagna ha ritirato le dimissioni da Sindaco di Galatina.

Pur nella sua drammaticità, perché Galatina sarebbe rimasta senza Sindaco, senza Consiglio comunale, senza Giunta comunale per alcuni mesi, ma con un Commissario straordinario, la situazione non sarebbe disprezzabile. Non solo perché negli ultimi anni abbiamo avuto delle ottime esperienze con i Commissari straordinari, ma perché con quelle persone nominate dal Prefetto di Lecce la nostra città si è liberata per un certo periodo, ahinoi breve, di una classe politica che, poi, con le elezioni amministrative successive, è andata sempre scendendo di valore e di qualità.

A poco più di un anno dalla scadenza naturale della consiliatura, Galatina sarebbe rimasta senza la guida naturale che è stata voluta dagli elettori nella primavera del 2013.

In futuro, se fosse finita qui l’esperienza Montagna, non avremmo buoni ricordi da conservare di questa Amministrazione comunale.

I cantieri ancora aperti, da anni, sono la testimonianza dei lavori iniziati e mai portati a termine. Il nuovo assessore ai lavori pubblici, benché animato di buone intenzioni, difficilmente potrà portare a termine tutte le opere in corso perché a causa della carenza di risorse finanziarie, e soprattutto a causa dei vincoli assunti con la deliberazione di Giunta comunale n° 433 in data 21 dicembre 2015, non sembra possibile mettere punto ai lavori.

La recente approvazione del Regolamento comunale che disciplina gli aspetti estetico-architettonici e di insediamento ambientale delle attività commerciali in strutture esterne, i cosiddetti “dehors”, è la prova che forse qualcosa sarebbe stato possibile fare, ma i litigi, le gelosie, le aspettative andate deluse, i ricatti, le ripicche, le vendette, la testardaggine, sono diventati pane quotidiano, anche se spesso sono il tutto è covato sotto la cenere.

Fino all’aperto e plateale dissenso scoppiato durante la riunione di Consiglio comunale del 26 gennaio 2016, dove una regia occulta, anche se non tanto perché la direzione era tra il pubblico presente, ha tirato il tiro mancino. Nonostante l’appartenenza allo stesso partito, la trappola è stata tesa per motivi fin troppo personali: la pretesa di un assessorato non giustifica il danno arrecato a Galatina. Si sussurra che i dissidenti, alla fine, si accontenteranno solo della “testa” del presidente del Partito Democratico locale, Antonio De Matteis.

Gli ultimi venti anni hanno segnato il lento ma costante declino di una città che è finita politicamente in mano a persone non all’altezza della situazione. A tutto ciò si è aggiunta la frenetica volontà di fare, nonostante la mancanza di un progetto e soprattutto con spese sempre crescenti. Così crescenti che attualmente il deficit del Comune di Galatina ammonta a più di 8 milioni di euro e che pagheremo con rate di 300 mila euro l’anno per trent’anni.

Quindi, se Montagna ritirerà o meno le dimissioni non importa più di tanto.

Se non si pensa seriamente a salvare l’Ospedale “Santa Caterina Novella” e a mettere mano per sistemare le finanze comunali, chiunque si proporrà per Palazzo Orsini al fine di amministrare la cosa pubblica a Galatina non potrà immaginare di discostarsi dai suoi predecessori. Basilare sarà la presenza nel programma amministrativo di due obiettivi prioritari riguardanti la salvaguardia dell’Ospedale e il riordino delle finanze pubbliche. Poi, si potranno introdurre altri obiettivi che vanno dalla realizzazione delle necessarie opere pubbliche alle proposte ideologiche che tanto stanno a cuore a chi non sta tenendo conto della storia e del mondo che cambia.